Bitcoin e Ethereum hanno registrato i più ampi cali percentuali settimanali dai tempi di novembre 2022, con Bitcoin in diminuzione del 17,3% a circa 61.000 dollari e Ethereum in calo del 22% a 1.550 dollari. La capitalizzazione di mercato combinata degli asset digitali si è contratta di circa 390 miliardi di dollari durante questo periodo, secondo i dati di CoinGlass e TradingView.
Le liquidazioni sono aumentate in modo notevole sui mercati over-the-counter e sui mercati dei derivati, con oltre 7 miliardi di dollari in posizioni forzatamente chiuse. Le posizioni long hanno rappresentato circa l'82% di queste liquidazioni, intensificando l'impulso ribassista dei prezzi e minando ulteriormente la fiducia di mercato tra i trader al dettaglio e gli allocatori istituzionali.
Gli ETF spot su Bitcoin hanno registrato uscite nette persistenti, mentre gli investitori riallocavano capitale verso azioni tecnologiche, in particolare quelle legate all'intelligenza artificiale e ai settori dei semiconduttori. I rapporti delle società di brokeraggio di Wall Street hanno citato una rotazione guidata dalle aspettative sugli utili e dal potenziale di una domanda sostenuta nell'infrastruttura di calcolo AI, in contrasto con la volatilità del mercato degli asset digitali.
Tra i contributori al sell-off vi è stata la rivelazione di una vendita di Bitcoin da parte di un'entità quotata pubblicamente, Strategy, segnando la prima dismissione dalla fine del 2022. Questa azione ha suscitato preoccupazioni circa la capacità delle tesorerie aziendali e delle riserve strategiche di sostenere le valutazioni dei token durante periodi di stress. Ulteriore pressione è emersa dai dati macroeconomici che indicano condizioni robuste del mercato del lavoro, alimentando la speculazione che le banche centrali potrebbero ritardare i tagli ai tassi di interesse.
Gli indicatori tecnici sottostanti hanno mostrato strutture di mercato in ipervenduto. Indicatori come l'indice di forza relativa (RSI) per Bitcoin hanno raggiunto livelli non visti dai tempi del crollo pandemico del 2020, in linea con modelli storici di punti di inflessione temporanei del mercato. Tuttavia, l'assenza di segnali direzionali chiari ha portato a una consolidazione prolungata dei prezzi intorno alle zone di supporto chiave vicino a 60.000 dollari per Bitcoin e 1.500 dollari per Ethereum.
Le performance degli altcoin sono variate in modo significativo. Dati degli exchange decentralizzati hanno mostrato che il valore totale bloccato nei protocolli DeFi oscillava mentre i prezzi degli asset si adeguavano, mentre i protocolli focalizzati sulla privacy e sulla funzionalità degli smart contract hanno attirato livelli divergenti di volume di scambio. Le reti blockchain emergenti con recenti lanci di mainnet hanno registrato picchi temporanei nell'attività delle transazioni, sebbene la crescita sostenibile resti incerta in mezzo al più ampio ridimensionamento del mercato.
Gli operatori di mercato si sono concentrati sui potenziali fattori scatenanti a breve termine per una inversione, tra cui sbloccaggi programmati dei token, aggiornamenti normativi relativi alla classificazione dei titoli e attese soluzioni di custodia istituzionale. Il sentiment collettivo tra investitori e analisti è rimasto cauto, con enfasi sulle strategie di gestione del rischio e sull'hedging tramite i mercati delle opzioni per mitigare l'esposizione a ulteriori ribassi dei prezzi.
La prospettiva per la settimana in arrivo dipendeva dagli eventi macroeconomici, dai rapporti sugli utili delle principali imprese tecnologiche e dallo sviluppo dell'infrastruttura degli asset digitali. Un rinnovato interesse per i rendimenti dello staking e per i programmi di incentivi a livello di protocollo offrivano vie alternative per impiegare il capitale, anche se i volumi di trading spot si sono aggiustati a livelli inferiori. Complessivamente, l'entità del calo settimanale ha rappresentato una prova della resilienza del mercato e ha segnalato una possibile fase di consolidamento prima di una prossima mossa direzionale.
Commenti (0)